In occasione della giornata internazionale del cibo crudo ho pensato di riproporre uno degli alimenti più antichi fatti dall’uomo: il pane crudista. Gli artefici di questo alimento sono gli Esseni. Essi sono i fautori del crudismo, vissero nell’epoca ebraica del II sec a.C. ed erano molto attenti alla vita dei cibi. Consumavano solo frutta e verdura crudi e le preparazioni come il pane venivano comunque escluse da qualsiasi cottura. Difatti il pane esseno veniva essiccato sulle pietre al sole; potete immaginare la semplicità di questo gesto e il profondo rispetto che veniva posto sul cibo.
Il procedimento per realizzare questo pane privo di qualsiasi tipo di lievito è abbastanza lungo e travagliato, ma quando sarà pronto vi chiederete perchè nessuno mai ve ne aveva parlato! 🙂
Il primo passo per realizzarlo è la germinazione del cereale che sceglierete, io ho usato il grano Khorasan (Kamut) ma potete utilizzare anche il farro, l’orzo, l’avena e così via. Quando avrete i vostri germogli, basterà frullarli e aggiungere sale e erbe o se li preferite dolci aggiungerete uvetta, fichi o la frutta secca che preferite.
La ricetta è un po’ rivisitata, gli esseni tendevano a lasciarlo molto al naturale, io come vedete ho deciso di speziarlo un po’.
Dopo 12 ore di essiccazione al sole o in essiccatore avrete delle gallette croccanti che potrete mangiare nel modo che più preferite: da sole, accompagnate con creme crudiste o semplicemente in accompagnamento ad un’insalata.
Cosa state aspettando? Festeggiate anche voi il “cibo crudo” con questa fantastica e antichissima ricetta 😉
INGREDIENTI
- 250 gr. di grano Khorasan più conosciuto come Kamut(o altro cereale)
- rosmarino
- sale
- 1 cucchiaio d'olio
INDICAZIONI
- Mettete in ammollo per una notte il grano Khorasan.
- Trascorsa la notte sciacquatelo accuratamente e mettetelo in un piatto piano molto ampio, copritelo con un altro piatto e fate germogliare per l'intera giornata. Ricordate però di sciacquarlo ancora una volta nel pomeriggio. Ripetete l'operazione per un altro giorno.
- Il terzo giorno sarà germogliato, frullatelo, per i più volenterosi è possibile usare un mortaio, l'importante è ottenere un composto non troppo liscio ma abbastanza omogeneo.
- Aggiungete il rosmarino a piacere tagliato a piccoli pezzettini, il sale e l'olio.
- Impastate con le mani e create delle palline che andrete a mettere sulla carta da forno, schiacciatele fino ad ottenere delle gallette di circa mezzo cm.
- Mettete in essiccatore per 12 ore, altrimenti essiccate al sole per lo stesso tempo.
NOTE
Al posto del grano Khorasan potete utilizzare: farro, segale, orzo, avena, ecc.


6 commenti
> Trascorsa la notte sciacquatelo accuratamente e mettetelo in un piatto piano molto ampio, copritelo con un altro piatto e fate germogliare per l’intera giornata
Non ho esperienza di germogliazione: perchè bisogna mettere un altro piatto sopra?
Capovolto e nello stesso verso di quello sotto?
In questo modo non viene ridotta la luce che può raggiungere i semi e non è fondamentale questa luce per la germogliazione?
Grazie, Marco M.
Ciao Marco, allora il piatto serve a tenere al buio i germogli, va messo rovesciato rispetto a quello sottostante. Ti consiglio di leggere il post sui germogli nella sezione blog. Puoi trovarlo a questo indirizzo: https://ricettecrudiste.it/blog/alimenti/germogli/
buongiorno. Io ho molta esperienza di germogliazione. La germogliazione avviene appunto al buio: infatti il seme quando germoglia è sotto terra e lì è buio. E’ la piantina che ha bisogno di luce, il seme ha bisogno del buio.
quale essiccatore consigli da acquistare per fare spesso questo pane? Grazie
Ciao Francesco! Per questo tipo di preparazione va bene qualsiasi tipo di essiccatore, purché non superi la temperatura di 42°. Io uso il Biosec della Tauro essiccatori 😉
Buongiorno. Spero che questa rubrica sia ancora attiva, perché mi interessa molto l’argomento.
Io copro i semi già ammollati e posti sul grande piatto, con un panno di cotone(non lavato con detersivi) bagnato, strizzato e ripiegato su di sé 3-4 volte. In questo modo conservano l’umidità a loro necessaria per la germinazione