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Come superare le crisi nel crudismo

di Vincenzo Canoro
Tre forchette con tre cibi diversi, da sinistra una carota, dell'insalata e un muffin

Mi rivolgo a tutti coloro che stanno affrontando con difficoltà il proprio percorso alimentare. Ogni cambiamento alimentare viene considerato un ‘salto’; in realtà il percorso alimentare è in continuo mutamento, anche se spesso ci appare statico.

Lo stato emotivo

L’organismo tende ad essere fortemente condizionato dallo stato emotivo, ma se per un attimo mettiamo da parte questi condizionamenti, che sono sempre e comunque estemporanei, possiamo intravedere l’esistenza di un profondo processo di evoluzione alimentare che viene portato alla luce nel momento stesso in cui ne acquisiamo consapevolezza, nel momento cioè in cui finalmente ci prendiamo cura di noi stessi, della nostra salute, del nostro rapporto col cibo.

D’altro canto, l’entusiasmo per il riappropriarsi di questo genere di consapevolezza rischia di farci ‘bruciare le tappe’, senza tener conto dei tempi di adattamento.
Io stesso a suo tempo, ho seguito una transizione troppo drastica e accelerata, condensando la dieta di transizione ideata da Ethret in un solo mese.

Il corpo si oppone

E’ il corpo stesso che si oppone, giustamente, ad un cambiamento che non è compatibile con i tempi di adattamento dell’organismo, che si trova tra l’altro a dover gestire un super lavoro per l’eccesso di tossine accumulate nel tempo rimesse in circolo ad opera soprattutto della meravigliosa frutta.

Ma non è solo questo, perchè entrano in gioco una serie di fattori, quali il senso del gusto e dell’olfatto che richiedono tempo per normalizzarsi, la consistenza di certi cibi cotti, la dipendenza indotta da una proteina del grano, il salato; tutti elementi che richiedono tempo affinché possano perdere gradualmente il loro potere condizionante.

Durante i miei due anni e mezzo di alimentazione tendenzialmente crudista ho potuto constatare che ignorare e forzare i tempi di cui ha bisogno il proprio corpo per adattarsi, ha provocato sempre e comunque una sorta di ‘auto ribellione’ con aumento smisurato del desiderio di cibi cotti, soprattutto farinacei, e salati.

Affrontare il cambiamento serenamente

Vivere questi periodi con sensi di colpa o preoccupazioni serve solo ad ‘alimentare’ il desiderio e a prolungare il periodo di ‘crisi’. Affrontarlo invece con un atteggiamento di accoglienza, con la consapevolezza che è parte del proprio percorso e considerarlo come un passaggio che in realtà serve a gettare solide fondamenta per la nostra evoluzione, rende il superamento di questo ‘stop’ apparente più fluido ma soprattutto più sereno.

Un’accoglienza che costituisce chiara espressione del desiderio profondo di amore verso se stessi che accomuna chiunque inizi a volgere uno sguardo verso l’inerzia di una vita inconsapevole. Si tratta di vivere un meraviglioso percorso di ascolto, in cui al centro di tutto ci sei tu 🙂

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