Home BlogSalute Differenze tra fame e appetito e come agiscono nel nostro corpo

Differenze tra fame e appetito e come agiscono nel nostro corpo

di Gabriele D'Amato
Un broccolo che ricorda la forma del cervello

La fame e l’appetito sono due cose molto diverse. La fame è il bisogno fisico di cibo, mentre l’appetito è il desiderio di cibo. La fame si verifica con bassi livelli di glucosio nel sangue, diverse ore dopo aver mangiato – si tratta di un meccanismo di protezione che assicura che il nostro corpo sia adeguatamente alimentato. L’appetito è la risposta condizionata dal cibo – si tratta di una reazione sensoriale alla vista o alla percezione dell’odore del cibo. L’appetito è la causa della celebre frase “avere gli occhi più grandi della bocca”.

Pensare prima di mangiare

Il nostro appetito è strettamente collegato con il nostro comportamento, ma dipende anche dal nostro apparato digerente, dal cervello e dal tessuto adiposo. Avere un aumento dell’appetito o avere la sensazione di voler mangiare tutto ciò che si vede o al quale si pensa, deriva dalla nostra biochimica e / o da un legame emotivo che abbiamo instaurato con il cibo. E’ difficile che qualcuno che sente aumentare il proprio appetito abbia una voglia motta di mangiare dei broccoli! Le voglie che ci assalgono generalmente riguardano cibi altamente trasformati, ad alto contenuto di zuccheri raffinati e con grassi di scarsa qualità. Quindi prima di buttarvi su ciò di cui avete voglia pensateci molto bene.

L’appetito è ciò che controlla le nostre voglie ed è influenzato dalla reazione sensoriale al cibo. Così l’appetito può aumentare o diminuire a seconda delle nostre preferenze di gusto, dal cibo che abbiamo disponibile, dalla nostra salute, e infine dallo stato emotivo (ndr: quest’ultimo a mio avviso uno dei fattori determinanti). L’appetito può aumentare o diminuire da fattori ormonali e dallo stress. Un detto ci consiglia di smettere di mangiare quando ancora non ci sentiamo pieni, ed è un detto che sarebbe bene seguire. La maggior parte delle persone sono “nutrite” ben oltre i loro segnali di sazietà. Nel mondo frenetico in cui viviamo ora, molte persone mangiano quando sono distratti o di fretta, e hanno letteralmente perso la capacità di ascoltare i segnali di sazietà intrinseci.

L’importanza di conoscere i nutrienti dei cibi

La sazietà è influenzata anche dai nostri pensieri, sentimenti e connessioni emotive con il cibo. Anche il tipo di cibo che consumiamo inficia la sazietà. Ad esempio, i grassi di scarsa qualità possono conferire un senso di sazietà. Purtroppo al giorno d’oggi la maggior parte di questa tipologia di grassi è utilizzata per friggere o per essere fritta. La persona che li consuma avrà sentori di energia e sazietà, ma in realtà ci saranno ben pochi micronutrienti. Un ottimo esercizio che possiamo fare per “insegnare” al nostro cervello quali sono i grassi buoni è pensare alla densità di nutrienti dei cibi che mangiano. Ad esempio, un avocado è un alimento ricco di grassi, ma sono monoinsaturi (grassi buoni) e contiene 19 vitamine e minerali essenziali.

Come il nostro corpo si relaziona al nostro bisogno di alimentarci

Il nostro metabolismo è un altro fattore che può influenzare la nostra fame. Il metabolismo, in poche parole, è la velocità con cui il corpo converte il cibo in energia. Il tasso metabolico è governato dalla ghiandola tiroide, che è situata proprio alla base del collo, e gli ormoni che produce decidono il tasso di produzione di energia. Il nostro metabolismo è anche influenzato dalla massa muscolare e dagli ormoni. Un metabolismo “veloce” è associato ad un aumento della fame, caratteristica spesso presente negli atleti. Maggiore è la nostra massa muscolare, maggiore è il nostro metabolismo, perché le cellule muscolari richiedono più energia rispetto alle cellule del grasso corporeo. In teoria, le persone con una massa muscolare maggiore avrebbero più fame, ma per meccanismi ormonali che coinvolgono l’insulina, leptina e grelina, così come i fattori emotivi questo non è sempre vero.

La regolamentazione e la capacità di auto-controllo dell’appetito sono state oggetto di molte discussioni negli ultimi dieci anni. L’ipotalamo nel cervello è il principale organo di regolamentazione per l’appetito umano. La leptina, un ormone prodotto dalle nostre cellule adipose, offre un ciclo di feedback negativo per segnalare quando abbiamo bisogno di smettere di mangiare. L’aumento dell’appetito è stato collegato con squilibri ormonali, disturbi mentali e di stress naturalmente. L’autoregolamentazione sarebbe l’ideale, ma molte persone non riescono più a distinguere tra i veri segnali di sazietà, le influenze psicologiche; e lo squilibrio ormonale influenzerà ovviamente anche l’appetito. Qualsiasi donna che ha vissuto sindromi premestruali sa bene come la voglia di zucchero vada fuori controllo e rimanga tale fino alle mestruazioni.

Soppressori di appetito e dolcificanti artificiali

Oggigiorno siamo bombordati da pubblicità e comunicazioni per niente salutari, che incentivano l’utilizzo di soppressori dell’appetito e di dolcificanti artificiali. I soppressori dell’appettito agiscono sul sistema nervoso e alcuni di questi sono stati ritirati dal mercato a causa dei rischi cardiovascolari che potevano indurre. Utilizzando i soprressori dell’appetito si rischia di inficiare negativamente i messaggi naturali che il nostro corpo ci invia. Se il nostro appetito aumenta c’è sicuramente un motivo. I motivi potrebbero essere nutrizionali, biochimici o emtotivi, ma la cosa più importante è riconoscere i segnali che il nostro corpo ci invia per riuscire ad aiutarci e risolvere il problema.

Una nuova ricerca indica che i dolcificanti artificiali possono stimolare l’appetito, aumentare la voglia di carboidrati e anche stimolare il deposito di grasso, con conseguente aumento di peso. I grassi e le proteine ​​degli alimenti fanno comunicare in modo relativamente rapido la bocca e il centro di sazietà nel cervello, mentre gli alimenti dolcificati artificialmente non utilizzano questo meccanismo. In questo modo il cibo mangiato può essere eccessivo.

Cos’è per te il cibo?

La voglia di cibo e un appetito equilibrato sono temi complessi, ma è importante esplorare i nostri legami emotivi in relazione al cibo. Provate a finire la frase “Il cibo per me è …” e valutate la vostra risposta con attenzione.

E tu, hai mai fatto caso alla relazione che c’è tra le tue emotività e la voglia di cibo? Se vuoi condividi le tue esperienze insieme a noi nei commenti.

Articolo liberamente tradotto e modificato da foodmatters.tv

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2 commenti

Claudia delucca 11 Giugno 2015 - 12:05

Sono diventata golosa di dolci in menopausa. Ora, ad esempio, non ho cioccolata e mi manca! Ne tengo sempre una stecca, fondente jn frigo. Sono alta 162 e peso 70 kg. Lavoro, soffro di cardiopatia ischemica e so che devo eliminare grassi e dolci. Piano piano ce la farò! Grazie!

Rispondi
Gabriele 11 Giugno 2015 - 12:13

Ciao Claudia, certo che ce la farai! 😉
Con l’impegno e la determinazione possiamo fare qualunque cosa.
Ti consiglio di sostituire il cioccolato fondente che usi al momento con del cioccolato crudista. E’ sempre cioccolato, ma sicuramente più sano, più nutriente e privo di zuccheri e lavorazioni industriali. Ricorda di apportare piccoli cambiamenti poco per volta nelle tue abitudini. Il difficile non è riuscire in grandi cambiamenti, ma mantenere nel tempo le piccole variazioni. Sono queste che di conseguenza ci portano a fare grandi cambiamenti.
In bocca al lupo 😉

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